Dopo un certo numero di stampe opache ci è venuto il desiderio di provare a lavorare con un materiale traslucido. L’offerta di filamenti più o meno trasparenti di ogni tinta è ormai amplissima. Noi ci siamo orientati su una bella bobina di PLA naturale: poca opacità e nessuna stravaganza.
Ma che ci stampiamo? Una lampada!
E che forma diamo a quest’idea? Un grattacielo!
Tutto logico, no? Tanto basta dare uno sguardo ad altri post per inquadrare senza troppi dubbi quali siano le nostre sfere di interesse.
Individuazione del soggetto per la lampada
Bene, quindi cerchiamo un’edificio dalla sagoma slanciata, semplice, ma non scontata. One World Trade Center è perfetto. Il grattacielo, forse più noto con il nome di Freedom Tower, ha tutte le caratteristiche che cerchiamo. L’edificio progettato da David Childs per lo studio SOM, infatti, è il più alto di New York, non usa particolari tessiture strutturali o ornamentali in facciata, ma non è per nulla banale. La sua originalità, che secondo noi è alla base della sua eleganza, sta tutta nell’incastro dei quadrati che generano la base e la sommità della torre: sono uno compreso nell’altro e uno ruotato rispetto all’altro. Il risultato di questo giochino compositivo è lo sviluppo di un prisma composto da otto facce triangolari che poggiano su un basamento cubico nel quale sono compresi i primi 20 piani dell’edificio.
Ideazione, modellazione e stampa della lampada
Vorremmo averlo ideato noi, ma ci accontentiamo di ridisegnarlo. Nel nostro progetto deve diventare una lampada. Non vogliamo una cosa esageratamente grande, anzi pensiamo a dimensioni contenute: un corpo dalla pianta ridotta al minimo a cui aggiungere il piano di appoggio. Lo sviluppo verticale è conseguenza della dimensione della pianta e, comunque, deve fare i conti con l’escursione del nostro piano di stampa. Iniziamo a pensare ad un oggetto composto da più parti, almeno tre, da assemblare una sull’altra: il basamento portalampada, la torre e l’antenna.
La modellazione è stata piuttosto rapida e divertente, ma la fase di stampa è stata più gustosa: è sempre bello pensare una cosa, disegnarla, vederla crescere sul piatto di stampa e verificare che tutto va esattamente come avresti voluto…o quasi!
In questo caso il primo prototipo era già abbastanza rispondente sia alla volontà estetica del progetto che alle esigenze tecniche della parte elettrica da installare, ma è stata, comunque, necessaria qualche piccola attenzione. Ogni elemento è assemblato a incastro: la base e la torre con un sistema maschio-femmina, la torre e l’antenna con un innesto a pressione. Gli elementi di incastro sono le uniche parti del modello che hanno avuto bisogno di un piccolo intervento post-stampa, giusto una limatina per fare in modo che le superfici si adattassero a dovere. Qualche altra attenzione è stata dedicata anche all’antenna. Si tratta di un elemento alto 6 cm e molto sottile ottenuto da un filamento fuso distribuito da un ugello che il software muove circolarmente. Facile pensare e verificare che ne esca qualcosa di molto poco definito. In questo caso abbiamo ridotto al massimo la velocità di stampa.
Assemblaggio della lampada
L’assemblaggio è veloce e coinvolge solo il basamento. Montato il portalampada e collegati fili, interruttore e presa elettrica non resta altro che installare l’antenna alla torre e appoggiare il tutto sulla base facendo scorrere l’estremità inferiore della torre lungo la lampadina. Per quest’ultima, considerato lo spazio di alloggiamento di circa 3×3 cm, abbiamo usato una lampadina per cappa cucina che ha dimensioni veramente molto ridotte. La tecnologia LED, poi, consente di avere temperature di esercizio molto basse a beneficio della durata del nostro involucro in PLA. Noi abbiamo montato un 5W a luce fredda e il risultato ci finale ci ha convinto a tal punto da spingerci a produrre una piccola serie limitata di questa lampada da utilizzare come strenna natalizia per i nostri primi sostenitori.
Gli amici di ar|com hanno realizzato per noi la veste grafica di questo omaggio.