Questa volta un post rapido rapido per raccontare un’altra esperienza di produzione di una piccola serie.
Come la volta precedente, si tratta di un nostro oggetto promozionale: un portachiavi. Dunque un oggetto di piccole dimensioni, di ridotto spessore e dall’uso quotidiano che ne impone una certa robustezza costruttiva, soprattutto nell’area destinata ad ospitare l’anello in cui va inserita la testa delle chiavi. E’ infatti fondamentale che l’asola di aggancio non ceda ed è altrettanto fondamentale che lo spessore ridotto del ciondolo non gli consenta di piegarsi durante l’utilizzo, finendo con il rompersi.
Per ovviare a queste problematiche di resistenza e rigidità abbiamo optato per una soluzione che prevedesse un pacchetto a tre strati. In questo modo otteniamo, oltre alla robustezza appena citata, anche la possibilità di avere una buona definizione dei particolari su entrambe le facce del portachiavi, che viene stampato sempre con la superficie maggiore in adesione al piatto di stampa e con i rientri della sagoma verso l’alto. Altro vantaggio del pacchetto a tre strati è la possibilità di introdurre varianti cromatiche. Utilizziamo, infatti, un colore per i piatti esterni e un altro per l’anima interna.
Definizione del soggetto e modellazione del portachiavi
Soggetto della stampa? La lettera iniziale del nostro logotipo stampata a 0,2 mm di risoluzione orizzontale, che arriva ad avere una dimensione di 2,6×4 cm con 5 mm di altezza, micron più, micron meno. Partiamo subito con la modellazione. Dal file vettoriale del logotipo estraiamo la parte del disegno che ci serve. Dopo la conversione per poterlo importare nel nostro modellatore, scaliamo il contorno e lo duplichiamo per avere la parte superiore/inferiore distinta da quella che sarà l’anima centrale. Estruse le superfici secondo l’idea che ci siamo fatti, esportiamo il file .STL ed il gioco è fatto.
Stampa e assemblaggio del portachiavi
Il processo di stampa non è per nulla complicato. Si tratta di avere sul piatto di stampa le tre superfici a turno. La parte superiore e quella inferiore, come detto, vengono stampate sempre con i dettagli in vista. Una delle due, quindi, è ruotata sul piatto di 180 gradi rispetto all’asse Y. Per l’anima centrale il problema non si pone. Prepariamo tre file di stampa, uno per ogni parte che compone l’insieme. Ogni file di stampa contiene più copie della stessa parte, 7 in tutto, stampate 8 volte, una per ogni colore al momento a disposizione.
La parte più divertente di questo lavoro è stata senza dubbio quella di ideazione e modellazione. La stampa è andata avanti meccanicamente senza intoppi. Mano a mano che le stampe vengono scaricate dal piatto si procede con l’assemblaggio: un tocco di cianoacrilato ed il gioco è finito!