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Finora abbiamo raccontato delle nostre esperienze di stampa 3D concentrandoci sulla riproduzione di edifici o ambienti urbani esistenti, sulla produzione di piccole serie o sulla replica di oggetti.

La stampa 3D, però, può dare anche un valido supporto alla progettazione o fornire delle rassicuranti conferme ad un progetto preliminare, per esempio nel caso di un concorso di idee.

Un supporto alla progettazione con pregi e difetti

Quest’ultimo caso è quanto ci è successo di sperimentare direttamente quando due giovani architetti ci hanno chiesto di realizzare il modello in scala dell’ultimo concorso a cui hanno partecipato.

In verità l’esperienza progettuale era già conclusa e il loro studio aveva già prodotto le viste tridimensionali ed i render necessari. Quindi perché investire risorse a cose fatte? Beh, sicuramente per toccare con mano un’idea sempre e solo disegnata, per provare ad entrarci dentro guardandola da vicino e sperimentare diversi punti di vista senza avere un monitor come tramite, per provare a fotografarla cercando nuove modalità espressive per le prossime esperienze progettuali e, perché no, anche solo per avere un oggetto da mostrare. In fondo la storia dell’architettura più o meno nobile è costellata di plastici prodotti come elementi di studio, verifica o promozione.

Innegabilmente, però,  il costo di un plastico artigianale può essere anche molto elevato e questo, certamente, scoraggia committenza e progettisti.

Opportunità della stampa 3D

Quesito: con la stampa 3D sarebbe lo stesso? Crediamo di no. Pensiamo che con il giusto approccio e la giusta interazione tra progettista e stampatore sia possibile contenere i costi e rispolverare un supporto alla progettazione utile quanto dimenticato.

Siamo certi, inoltre, che sia importante una stretta sinergia tra progettista e stampatore e tanto meglio se il modello esce direttamente dallo studio del progettista. Competenze differenti che dialogano generano sempre risultati migliori e si arricchiscono ad ogni nuova esperienza.

Tema del concorso

Un progetto ben modellato, pronto per essere ottimizzato per la stampa, è giusto quello che ci è capitato tra le mani in questa occasione. Si tratta di un complesso scolastico da realizzare in Kenya a carico di un’organizzazione Canado-Keniota. Il bando prevede la realizzazione di una serie di edifici destinati ad accogliere più sezioni dell’intero ciclo scolastico. Il complesso deve essere in grado di soddisfare tutte le necessità educative e ricreative dei piccoli ospiti oltre, naturalmente, a tutta la parte amministrativa. Sono poi previsti altri edifici, come l’auditorium o la biblioteca, che possono essere utilizzati non solo dagli studenti, ma anche dalla comunità locale.

Ottimizzazione del modello per la stampa 3D

A una prima visione, il compito non sembra troppo arduo e, anzi, promette qualche bella soddisfazione. Sappiamo di dover lavorare in scala 1:1000, quindi diventa importante capire quali dettagli eliminare per facilitare il processo di stampa e migliorare il risultato. Guardando con gli occhi della stampante, vediamo che gli edifici sono basati su geometrie molto regolari. Si presentano come una serie di parallelepipedi di differenti altezze ben disposti all’interno dell’area di progetto. Non ci sono troppi fronzoli, “less is more”, diceva qualcuno. Ci basta eliminare dagli edifici i serramenti esterni, i frangisole ed i teli di copertura dell’area esterna della mensa, mantenendo tutti i blocchi in muratura. Altri elementi da mantenere sono i lucernai della mensa perché riteniamo che caratterizzino fortemente l’edificio rispetto agli altri. Dal modello si vedranno come una serie di piccole cavità cubiche sulla copertura del fabbricato.

Fino a qui i nostri interventi di modellazione si sono limitati all’eliminazione di tutti quegli elementi che risultano inutili in funzione della scala di riproduzione. Poi ci imbattiamo nella biblioteca e tutto cambia.

Questa costruzione è su due piani fuori terra e buona parte del primo copre una vasca d’acqua circondata dall’edificio su due lati. Ricapitolando abbiamo il solaio del pavimento del piano terra con lo scasso per la vasca, un edificio a L contiguo alla vasca e un bel solaione a coprirla. Quello che sta sopra non importa, è tutto più facile. Il problema è quello di avere un intradosso di solaio ben definito e sappiamo che l’aria tra le due superfici orizzontali sarà di 3 mm. Diventa decisamente difficile pensare di stampare un unico blocco per poi pulire i supporti. Come fatto in altre occasioni, affettiamo l’edificio e stampiamo i due piani separatamente, il terra attaccato alla base del modello, il primo a parte. Il cianoacrilato salderà tutto.

Considerazioni finali

A stampa conclusa ci troviamo di fronte a una bella formella di 10 x 15 cm. I tempi di modellazione sono stati ridotti al minimo grazie al file fornito dai progettisti. La stampa ha preso il suo tempo, ma è stata comunque contenuta all’interno della giornata lavorativa. Possiamo quindi dire di aver ottenuto un buon supporto alla progettazione riducendo le spese al minimo.

Progettisti soddisfatti, Plastico contento.

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La stampa 3D come supporto alla progettazione
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