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In molte altre occasioni abbiamo visto come sia possibile utilizzare la stampa 3D per rappresentare blocchi di edifici materializzando concretamente le loro reciproche interazioni. Porzioni di città o singoli complessi con più corpi di fabbrica che siano, un bel modello ben ottimizzato per la successiva fase di stampa ci ha sempre condotti a risultati suggestivi, incoraggiandoci a proseguire una ricerca personale talvolta molto complessa e faticosa.

La stampa 3D a una scala differente

Se nell’ultima esperienza raccontata abbiamo verificato come, attraverso la stampa 3D, i progettisti possano tornare a fruire del plastico architettonico con tempi rapidi e costi contenuti, ora alziamo l’asticella e poniamoci un altro quesito: si deve considerare la stampa 3D relegata alla scala urbanistica o è possibile calarla in quella architettonica? In altre parole: con la stampa 3D realizzo solo serie di cubotti a scale ridotte oppure posso arrivare alla scala del singolo edificio per vederne e studiarne la distribuzione degli spazi interni? Qui a Plastico pensiamo che si possa fare e che questo possa essere un ulteriore contributo alla maturazione del progetto e, in molti casi, al dialogo con la committenza.

Individuazione dell’edificio per la verifica della tesi

Per verificare questa tesi prendiamo ad esempio ancora il progetto del precedente post. Dopo aver realizzato con successo il volumetrico dell’intero complesso, abbiamo spostato la nostra attenzione sull’edificio più articolato per provare a realizzarlo.

Si tratta della stessa biblioteca alla quale avevamo dedicato qualche attenzione durante la preparazione alla stampa del modello tridimensionale fornito dallo studio di progettazione. Se allora si trattava di rendere al meglio un blocchetto dall’ingombro massimo di 4,2 x 2,1 cm con un’altezza di 9,1 mm alla scala di 1:1000, ora portiamo il fattore di riproduzione a 1:250. La scala più grande ci consente di recuperare alcuni dettagli abbandonati. Tornano le aperture sui prospetti, torna la struttura della copertura velata sul terrazzo, non tornano i frangisole laterali. Questi, come i divisori delle cabine bagno, sono troppo sottili per essere stampati a questa scala e aumentarne lo spessore falserebbe il disegno.

La forma generale dell’edificio non è così semplice. Si tratta di una costruzione di due piani fuori terra in cui buona parte del primo copre una vasca d’acqua circondata dall’edificio su due lati. Quindi ci troviamo ad avere il solaio del pavimento del piano terra con lo scasso per la vasca, un edificio a L contiguo alla vasca e un bel solaione a coprirla.

Finalizzazione e stampa del modello

In questo caso l’obiettivo è quello di avere un modello smontabile per poterne vedere l’interno come se fosse uno spaccato su piani orizzontali. Per realizzarlo sezioniamo il modello sui singoli livelli dell’edificio in modo che il solaio costituisca la base del singolo file e la parte alta della muratura la sommità. Questo, naturalmente, non vale per la copertura che conterrà solo il solaio di chiusura. Otteniamo, in questo modo, tre file da stampare senza supporti. Ogni file genera un piano finito e la giustapposizione dei tre l’intero edificio. Decidiamo di mantenere i collegamenti verticali all’interno del piano terra. Per le scale non cambia nulla, ma per l’ascensore questo significa avere un elemento che dal piano terra arriva direttamente a toccare l’intradosso della copertura. Al primo piano abbiamo, invece, una cavità nella quale inserire a incastro il vano ascensore bloccando tra loro i due piani interessati.

La modellazione non porta via molto tempo. Partendo dal file fornito dai progettisti è piuttosto veloce sezionare orizzontalmente l’edificio ed eliminare tutto quello che in stampa non può venire.

La fase di stampa, al contrario, è lunga, anche se non complessa. La dimensione e lo spessore del pieno dei solai forniscono un appoggio sicuro ad ogni livello, ma aumentano il tempo di stampa. Ci vuole pazienza, ma a stampe concluse il modello funziona. Una volta assemblato si tratta di una formella da 18 x 14 cm su cui insiste un blocco di 16,8 x 8,4 cm con un’altezza di 3,6 cm. I piani, come detto, sono solo giustapposti in modo da poterli spostare per consentire la visione interna.

Considerazioni finali

Il risultato finale è decisamente buono, anche se, ad essere onesti, qualche piccola imperfezione c’è. I pilastrini di sostegno della copertura velata non sono molto definiti, ma è anche vero che abbiamo chiesto uno sforzo enorme alla stampante. Si tratta di elementi che in scala misurano 1,6 x 1,6 mm e sono generati da un ugello da 0,4 mm, difficile avere un dettaglio molto alto. Certo, avremmo potuto eliminare il problema semplicemente non stampando questi supporti, ma non ci piaceva l’immagine della copertura senza gli appoggi laterali. Avremmo falsato l’immagine di quella parte di edificio: viva la fedeltà al progetto…e poi c’è sempre la post-produzione!

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Dalla scala urbanistica a quella architettonica
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