Qui a Plastico siamo tipi curiosi e ci poniamo un sacco di domande con l’obiettivo di scoprire fino a che punto la stampa 3D possa esserci utile nei nostri campi di applicazione.
Ci siamo chiesti se potesse essere un valido supporto alla progettazione e, soprattutto, se potesse esserlo a costi accessibili. Per noi è sì.
Ci siamo chiesti se fosse possibile calarla dalla scala urbanistica a quella architettonica. Per noi è sì.
Ora ci chiediamo che cosa altro possiamo farci.
La stampa 3D per il dettaglio architettonico
Andiamo sempre in direzione di un aumento di scala e vediamo se possiamo utilizzare la stampa 3D per rappresentare fisicamente dei dettagli costruttivi. Snodi particolari, spaccati vari, sezioni su muratura sono tutti elementi facilmente graficizzabili. Un bel disegno bi o tridimensionale e, magari, dei render fatti bene dicono già praticamente tutto, coinvolgono e sono sufficientemente esplicativi. Allora perché pensare alla stampa 3D? In primo luogo per quello che abbiamo appena scritto: la stampa 3D è fisica, i disegni sono grafici e talvolta è meglio toccare con mano. Proviamo a pensare alle necessità di un dialogo efficace con un cliente, un finanziatore, un collega progettista oppure all’impatto che un modello stampato può avere sull’attenzione del visitatore di un evento di tipo fieristico. In secondo luogo rimane valido tutto ciò che abbiamo affermato in un precedente post: può essere utile per provare a guardare il progetto più da vicino e sperimentare diversi punti di vista senza avere un monitor come tramite, per provare a fotografarlo cercando nuove modalità espressive per le prossime esperienze progettuali e, perché no, anche solo per avere un oggetto da mostrare.
Individuazione della sezione per il modello tridimensionale e del fattore di scala
Anche in questo caso partiamo da un progetto reale: il solito complesso scolastico che abbiamo già incontrato. Disponiamo dei disegni della sezione trasversale di alcuni corpi di fabbrica. Scegliamo quello di un ambiente di studio con un solo livello fuori terra. Il grado di dettaglio è quello di una scala 1:10, che per il nostro scopo rappresenta il limite di stampa. La stratigrafia dei vari elementi è chiara e, a conti fatti, siamo sicuri di riuscire a renderne ogni parte. Il problema principale di un lavoro del genere è lo spessore di alcuni elementi di rivestimento che, alla scala scelta, potrebbero risultare troppo sottili. Producendo tutto più in grande, naturalmente, il problema non sussisterebbe a patto di essere disposti a impegnare più materiale e tempo di stampa.
Creazione del modello tridimensionale del dettaglio architettonico
Come al solito il primo passo da compiere è la creazione del modello del dettaglio architettonico. A partire dalle sezioni estrudiamo ogni singolo elemento. Gli oggetti hanno già la loro sagoma, a noi il compito di decidere la profondità verso l’interno e la larghezza lungo il fianco dell’edificio. Decidiamo di arrivare fino a 5 m dal filo interno della muratura e di sezionare a metà i serramenti esterni a entrambe gli estremi. Vogliamo produrre un oggetto con una larghezza proporzionata alla sua profondità. Desideriamo, inoltre, che evidenzi chiaramente tutti gli elementi di cui è composto, perciò attribuiamo ad ognuno di essi un colore in linea con la sua funzione. In questo modo la struttura in calcestruzzo sarà grigia come il rivestimento esterno in pietra, la muratura in mattoni sarà arancione e via di questo passo. Assegnati i colori, definiamo i profili esterni degli elementi e li puliamo dalle retinature interne, poi estrudiamo. A conclusione della prima fase di lavoro otteniamo uno spaccato complessivo che riproduce la stampa così come sarà una volta assemblata. Sì, perché un oggetto simile non possiamo pensare di ottenerlo con un’unica stampa. Dobbiamo prima disassemblarlo digitalmente, ottenere un file per ogni elemento e poi assemblare tutto dopo aver stampato con il colore coerente alla funzione dell’elemento.
Più lungo a dirsi che a farsi. Si tratta solo di fare una copia multipla del modello e cancellare quello che non serve. Poi il solito percorso: esportazione, slicing e stampa.
Assemblaggio delle parti stampate
L’assemblaggio avviene per incastro o incollaggio, a seconda delle parti. Gli accoppiamenti sono tutti molto facili perché fatti su superfici piane senza particolari sagomature. Le uniche parti che mettono a dura prova la pazienza sono i davanzali e i rivestimenti delle aperture delle finestre. Sono elementi piccoli e sottili da affrontare con calma, pinzette e cianoacrilato.
In ultimo fissiamo l’appoggio trasparente sotto il primo solaio verso l’interno del modello. Senza quello non starebbe in piedi perché la sagoma della fondazione non ha sufficiente larghezza per essere un piede efficace e qui non c’è il terreno a sostenere.
Considerazioni finali
Il risultato finale corrisponde al modello, è gradevole e chiaro nella sua lettura.
Con le sue dimensioni di 6,4 x 6 cm e 6 cm di altezza siamo al limite della resa per un simile oggetto. Del resto, come detto in precedenza, se dalla scala di 1:10 si volesse passare a dimensioni maggiori non ci sarebbero più problemi, perciò anche alla scala del dettaglio architettonico per noi è sì.