Qualche mese fa abbiamo pubblicato il resoconto in due puntate della nostra esperienza di modellazione e stampa 3D del grattacielo Pirelli. Torniamo ora con un nuovo post sul tema della modellazione tridimensionale finalizzata alla stampa 3D di edifici esistenti.
Un nuovo edificio da modellare
Dopo quell’esperienza con un edificio simbolo dell’architettura moderna, legato alle storie di molti per molti motivi diversi, proviamo a lavorare con un edificio meno recente, ma forse più famoso per il solo fatto di essere stato vissuto, per lo più frettolosamente, da molte più persone per molti più motivi diversi. Rispetto all’edificio di Gio Ponti non ci spostiamo di molto: é sufficiente attraversare piazza Duca d’Aosta ed eccoci alla stazione Centrale.
L’edificio, la cui forma esce dal concorso del 1912 e la cui sostanza si concretizza solo tra il 1925 e il 1931, è completamente diverso dal precedente. È basso, allungato e massiccio. Basso, rispetto al grattacielo, nonostante i suoi circa 50 m nella parte più alta della biglietteria. Allungato, con i corpi di fabbrica laterali e, soprattutto, con le lunghissime arcate di copertura del parco binari. Massiccio, con tutti i suoi fregi a gravare sulle ordinate facciate e sugli imponenti interni dai materiali pesanti e, talvolta, fasulli.
Diciamo che è in tutto figlio del periodo storico che l’ha generato. Trasuda la necessità di dare ordine a un flusso di passeggeri e merci sempre crescente, la volontà, esplicitata nella galleria delle carrozze, di tentare un’interconnessione tra mezzi di trasporto differenti ed esprime la monumentalità del regime, che porta l’arch. Ulisse Stacchini a modificare, rendendolo sempre più magniloquente, l’aspetto di quella che lui definisce la cattedrale del movimento.
Scelta metodologica
L’approccio alla modellazione ed il metodo non cambiano rispetto alla precedente avventura. Ci basiamo su una planimetria generale quotata, viste di Google Street View e immagini varie reperite in rete. Poi tanta osservazione, studio delle proporzioni tra le parti e parecchia volontà di sperimentare. La domanda che ci siamo fatti nella precedente esperienza era: è possibile produrre il modello tridimensionale di un edificio fedele al vero affidandosi alla sola lettura delle proporzioni tra le parti dell’originale e a pochi elementi dimensionali certi? Per quel caso specifico la risposta è stata positiva. Vediamo ora se il metodo funziona solo con edifici lineari come il Pirelli o è praticabile anche in situazioni più complesse.
Disegno e scalatura della pianta del modello tridimensionale
Partendo dalla pianta quotata, iniziamo a tracciare i perimetri di quelli che saranno i volumi da estrudere. Il disegno è chiaro e individua in modo preciso molti dei grandi ambienti della stazione. Separare il primo porticato dalla galleria delle carrozze e quest’ultima dagli ambienti della biglietteria, per esempio, è veramente intuitivo. I primi perimetri, dunque, si tracciano abbastanza facilmente. Le cose si complicano un po’ sui corpi laterali, lievemente più frastagliati e certamente meno conosciuti. Qui le immagini scaricate e un paio di giri con Google Street View sono di grande aiuto.
Tracciati tutti i perimetri, scaliamo l’intero disegno grazie alle quote presenti sulla pianta. Il nostro modello tridimensionale sarà in scala reale, quindi se leggiamo sul disegno quotato che la facciata principale è lunga 200 m, agiamo di conseguenza.
Individuazione dei limiti del modello tridimensionale
Disegnati tutti i perimetri e scalato l’insieme, cerchiamo di trovare un limite alla stampa. Concludere tutto con il perimetro esterno dell’edificio non ci piace. Allo stesso tempo, portare tutto al limite del marciapiede ci farebbe avere troppo spazio vuoto, soprattutto davanti alla stazione… piazza Duca d’Aosta è grande! Proviamo, allora, a pensare quale possa essere la dimensione massima riproducibile sul nostro piatto di stampa in modo da avere un fattore di scala comodo. Il piatto è 20 x 20 cm, teniamoci 1 cm di margine sul lato maggiore del modello tridimensionale e, con un paio di ragionamenti e tre calcoli, stabiliamo che la scala di stampa sarà di 1:2500. Disegnamo, quindi, una base da 250 x 475 m al di sopra della quale iniziamo ad estrudere i vari perimetri.
Estrusione dei perimetri e modellazione tridimensionale del complesso
Alcune altezze sono note dai documenti reperibili in rete, le altre le otteniamo per proporzione. In questa fase lo studio delle proporzioni ci guida come se stessimo procedendo ad un esercizio di disegno dal vero.
L’andamento delle coperture è facilmente visibile dalle immagini dall’alto e la costruzione è fortemente simmetrica, quindi decidiamo di concentrarci su una metá per poi specchiarla ed, eventualmente, aggiustare il tiro dove necessario.
Abbiamo, dunque, tutto il necessario per procedere alla modellazione e conoscere già il fattore di scala della stampa ci aiuta a definire il dettaglio della modellazione. Non possiamo eccedere modellando fregi che non sarebbero apprezzabili in stampa. Ci limitiamo, quindi, a riproporre le rientranze più evidenti nei volumi principali, i coronamenti più evidenti e a cercare di rendere gli sfondati delle aperture della galleria delle carrozze e del porticato antistante. Queste aperture sono le più grandi dell’edificio. Riprodurle vuol dire caratterizzare la facciata principale rendendola più veritiera. Al contrario, decidiamo di non riprodurre le aperture sui corpi laterali. Sono meno importanti, più piccole e rischierebbero di allungare i tempi di stampa senza farci ottenere un miglioramento significativo del modello tridimensionale.
L’ultimo sforzo è costituto dalle arcate di copertura del parco binari. Non sono un grande problema perché, fortunatamente, conosciamo tutte le loro dimensioni. Si tratta solo di disegnare gli archi, dare loro lo spessore giusto ed estruderli modellando le parti di contatto con gli altri edifici. Desideriamo evitare di tamponare le estremità delle arcate. Nonostante la ridotta dimensione di stampa, vogliamo che gli archi siano cavi in modo da poter vedere dentro al modello così come il viaggiatore può vedere il parco binari arrivando in treno.
Considerazioni finali
Riteniamo che l’esperimento sia riuscito di nuovo. Il metodo empirico testato per il grattacielo Pirelli ha dato i suoi frutti anche per la stazione Centrale. Certo, con un edificio così complesso, il lavoro di semplificazione in funzione della stampa finale è stato più oneroso. Tuttavia il modello tridimensionale rispecchia bene la morfologia dell’edificio e la stampa, seppure di piccole dimensioni, ne valorizzerà certamente la resa.
Ora non resta che pensare ad ottimizzare il modello tridimensionale per il processo di stampa e attendere di vedere cosa uscirà dalla stampante.