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L’esperienza di modellazione del grattacielo Pirelli e la successiva stampa del modello, di cui abbiamo parlato qualche mese fa, si sono concluse positivamente. Ci hanno lasciato, però, qualche interrogativo riguardo al metodo. Ci siamo infatti chiesti se fosse applicabile anche a edifici più complessi di quello di Gio Ponti. Nel precedente post ci siamo dati la risposta: si può fare.

Ottimizzazione del modello della stazione Centrale per la stampa 3D

Come osservato in precedenza, se il nostro intento fosse quello di ottenere delle immagini fotorealistiche, dovremmo solo concentrarci su mappature, luci e viste ed il gioco sarebbe fatto.

Per la stampa 3D le cose si complicano un pochino. Diventa necessario pensare anche, ad esempio, agli sbalzi e ai vuoti. Nel nostro caso non ne abbiamo molti. Vista la scala ridotta di stampa, 1:2500, è stato necessario eliminare i decori e semplificare alcune forme. Anche la galleria delle carrozze è stata tamponata e sono state riportate in facciata solo le tracce delle aperture.

Con le arcate di copertura del parco binari, invece, ci siamo comportati diversamente. La scelta è stata quella di lasciarli cavi in modo da poter guardare all’interno del modello. La dimensione, seppure piccola, degli elementi ce lo consente. Per raggiungere lo scopo sembrerebbe, però, necessario ricorrere ai supporti, ma l’idea non ci piace molto. Anche riducendoli al minimo, diventerebbe lunga e noiosa la loro rimozione verso l’interno del modello.

Come fa un filamento a temperatura di fusione a depositarsi sul nulla perché sotto di lui è il nulla che vogliamo?

In fondo sono archi e sappiamo che verranno realizzati per strati successivi. Se aumentiamo lievemente lo spessore dei profili curvi non dovremmo avere eccessivi problemi ad ottenere le coperture senza supporti.

Preparazione alla stampa 3D

Tutto sembra pronto, non resta altro da fare che preparare il file di stampa della stazione Centrale. Lo facciamo considerando ancora un paio di fattori.

Il primo riguarda il riempimento. Le superfici di chiusura con una certa elevazione, rispetto all’intero modello, sono parecchie. Dall’elevato del parco binari, fino alle coperture curve, piane o inclinate dei diversi volumi è necessario che gli strati di finitura trovino un facile appoggio sul riempimento sottostante. Abbiamo bisogno di un infill abbastanza stretto da prestarsi all’uso senza allungare troppo il tempo di stampa.

Il secondo riguarda la temperatura di estrusione ed il raffreddamento. Giocare bene con questi due parametri ci aiuterà senz’altro ad estrudere il materiale in modo da facilitare la formazione delle arcate senza ricorrere agli appoggi.

Le ultime attenzioni sono tutte per il piano di stampa. Lo calibriamo bene in modo da evitare che la sottile base dell’intero modello possa perdere spessore e lesionarsi durante la rimozione del modello.

Esito del processo di stampa 3D

A stampa conclusa verifichiamo il risultato dei nostri sforzi. I volumi corrispondono e l’edificio è facilmente riconoscibile anche agli occhi di chi non ci ha lavorato sopra…lo abbiamo testato!

Le aperture su piazza Duca d’Aosta sono ben visibili e scandiscono bene il prospetto con il loro ritmo. Le diverse tipologie delle coperture e i parapetti decorativi, che in molti casi le delimitano, sono chiari, nonostante le ridotte elevazioni. In ultimo, le arcate di copertura del parco binari hanno curve ben definite. Stamparle senza supporti è stata la scelta giusta.

Il modello, comprensivo della parte di marciapiede intorno all’edificio, ha una dimensione di 10 x 19 cm e un’altezza massima di 2,16 cm, con fattore di scala, come detto, di 1:2500.

Siamo soddisfatti e già pensiamo al prossimo esperimento: il Pirelli ce l’abbiamo, la stazione Centrale anche…

Suggerimenti? Scriveteli qui.

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Stampiamo la stazione Centrale!
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