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Ultimamente ci siamo spesso imbattuti nelle litofanie. Il web e i profili social che frequentiamo di più ne sono pieni…ma che cos’è una litofania?

Litofania tradizionale e litofania moderna

“La litofania è un tipo di decorazione su porcellana apprezzabile unicamente quando retroilluminata. A quel punto appare come un’immagine di colore grigio. Una litofania presenta un’immagine tridimensionale, completamente diversa da immagini bidimensionali come incisioni o dagherrotipi. L’immagine cambia in base all’intensità e alla qualità della luce. Il termine litofania deriva dal greco litho, che significa pietra, e phainein che significa “per far apparire”. Le prime litofanie sono state prodotte contemporaneamente in Francia, Germania, Prussia e Inghilterra negli anni 20 del XIX secolo.”

Tutto questo ci era già noto e Wikipedia ha rafforzato le nostre nozioni. Ci era altrettanto noto che le litofanie possono ora essere realizzate con l’uso di macchine CNC e stampanti 3D. Questo loro affrancarsi dalla lavorazione in porcellana ne ha ridotto considerevolmente il costo, permettendone anche lo sviluppo personalizzato a partire da fotografie.

In conclusione si tratta di una superficie decorativa applicabile ad un oggetto luminoso, realizzabile con la stampa 3D e ampiamente personalizzabile: proviamoci subito!

Individuazione dell’oggetto e del soggetto per la litofania

Tentiamo l’esperienza anche noi e decidiamo di farlo per decorare i due paralumi di una lampada a stelo della sede. Scelto l’oggetto definiamo il soggetto. A costo di essere monotoni, un’altro edificio: la torre dell’Unicredit a Milano.

Si tratta di uno degli edifici-simbolo della città sul quale abbiamo raccolto nel tempo una certa quantità di materiale fotografico. Realizzata su progetto dell’architetto César Pelli tra il 2009 e il 2012 è la costruzione più alta della città. Non ci dilunghiamo nella descrizione dell’edificio perché sarà oggetto di un altro post.

Passiamo in rassegna gli scatti realizzati e ne individuiamo due di cui intendiamo sviluppare le litofanie.

Dalla fotografia alla litofania

Il processo di formazione delle litofanie, in verità, è piuttosto semplice. Possiamo, anzi, dire che è sostanzialmente inesistente dal momento che sono disponibili numerosi siti che le realizzano gratuitamente e all’istante.

La realizzazione della base per una litofania è facile anche in autonomia, ma non siamo portati per il masochismo. Perché caricarsi di una lavorazione aggiuntiva quando c’è chi può fornirla senza oneri? Non indichiamo, però, nessuno dei siti che permettono la trasformazione dell’immagine in un file litofanico perché, non avendo fatto un vero confronto tra loro, non daremmo indicazioni oggettive. Diciamo solo che il processo è veramente alla portata di tutti. É sufficiente selezionare un’immagine, caricarla sul sito, impostare alcuni parametri base ed il gioco è fatto. Una volta caricata, l’immagine viene convertita in toni di grigio, poi un algoritmo la elabora dando uno spessore differente ad ogni tono. Solitamente sono a disposizione basi con forme diverse. Selezionata una di queste, l’immagine tridimensionale viene modellata secondo quella forma, pronta per essere salvata in .stl. Dopo il download si prepara il file di stampa e via!

Preparazione del file per la stampa 3D

Anche la preparazione del .gcode non è complessa. Abbiamo scelto di realizzare una lastra curva. La stampiamo appoggiando il suo spessore al piatto di stampa. In questo modo non abbiamo bisogno di alcun supporto. Per la stampa utilizziamo del PLA trasparente. Stampiamo a 200 micron per ridurre i tempi di stampa e ottenere una superficie con una lieve trama orizzontale. L’unica accortezza da considerare è quella di riempire tutti gli spazi interni utilizzando un infill al 100%. Se non lo facessimo vedremmo in trasparenza la maglia di riempimento e questo ridurrebbe la visibilità dell’immagine.

Esito del processo di stampa 3D

Stampate e montate le due lastre ne verifichiamo la resa. A lampada spenta si percepiscono appena i disegni che interrompono lievemente la trama orizzontale data dalla sovrapposizione dei layer. Accendendo la luce i diversi spessori mettono in evidenza le varie parti delle immagini rivelando i soggetti prima parzialmente nascosti.

In verità scegliendo immagini più fortemente chiaroscurate avremmo ottenuto un risultato anche migliore. Tuttavia possiamo dire che il giochino ci è riuscito. Siamo pronti a realizzare altre litofanie. Hai un soggetto da proporci?

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La litofania con la stampa 3D
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