La modellazione territoriale non è mai stata molto frequentata qui a Plastico e per questo ci incuriosisce.
Dopo aver sperimentato OpenStreetMap come base per la modellazione di ambiti urbani, proviamo ad utilizzarlo al di fuori del contesto costruito.
Fatto salvo quanto detto in precedenza riguardo ai limiti dei dati cartografici applicati alla modellazione di ambiti estesi e alle raccolte di dati geografici, cerchiamo un contesto su cui applicare la sperimentazione.
Individuazione dell’ambito per la modellazione territoriale
Cerchiamo un’area ai margini dei contesti urbani senza porci particolari problemi circa la reale assenza di edifici. La scala dell’elaborato che andremo a produrre, infatti, è tale per cui un eventuale edificato non sarebbe comunque visibile. Desideriamo solo che la morfologia dell’area selezionata evidenzi parti in piano e altre con pendenze evidenti. La foce del Polcevera ci sembra adatta. Inquadriamo e selezioniamo una porzione di territorio quadrata che va dal mare fino circa a Brin e da Cornigliano a Sampierdarena. Passeremo, dunque, dal piano della costa e del greto del torrente ai rilievi della linea dei forti.
Selezione dei dati utili da OpenStreetMap
Individuato l’ambito per la nostra modellazione territoriale, cerchiamo subito i dati di riferimento.
Abbiamo già visto che OpenStreetMap ci permette di inquadrare un’area, di selezionarla ed esportare il file relativo. Evidenziata la porzione di territorio che ci interessa, la esportiamo ed otteniamo un file .osm da importare nel nostro software di modellazione. Di colpo ci troviamo di fronte alla vista prospettica di un bel numero di poligoni. Il software legge il file e ci restituisce l’immagine tridimensionale della porzione di territorio scelta. Il file .osm contiene una miriade di informazioni non necessarie al nostro scopo. Stiamo lavorando su un’area quadrata di circa 3 Km di lato che sarà stampata in scala 1:15.000. Per una scala del genere possiamo ridurre i dati da inserire nel modello limitandoli esclusivamente a quelli relativi all’andamento del terreno.
Modifica del modello tridimensionale
A questo punto diventa necessario intervenire sul modello. Per la realizzazione di un semplice render avremmo già tutto il necessario. La mesh ottenuta è idonea a ricevere la mappatura. Collocare le luci e posizionare la camera sono operazioni elementari. In poco tempo avemmo risolto tutto.
Per la stampa 3D le cose si complicano un po’. La mesh deve essere chiusa. Il numero di poligoni deve essere ragionevole: non pochi da definire grossolanamente, non troppi da appesantire ogni processo. Infine l’oggetto da stampare deve avere uno spessore. La mesh, in effetti, è chiusa, ma ha un numero eccessivo di poligoni e non ha spessore. E’ necessario ridurre i poligoni ed estruderla lungo il perimetro. Sembra facile, ma il nostro software di modellazione gestisce ogni poligono separatamente dall’altro. Il risultato è che ce la caviamo bene con la riduzione dei poligoni, ma l’estrusione lungo i bordi avviene per ogni singolo poligono e non sul perimetro della mesh. Ci piace litigare con i software, ma il tempo è tiranno e decidiamo di avvalerci dell’aiuto di un amico che ringraziamo in chiusura.
A modello concluso prepariamo la stampa decidendo per una risoluzione di 0,20 mm.
Considerazioni finali
La stampa non presenta particolari difficoltà: niente sbalzi, niente supporti, solo riempimento.
La prima esperienza di modellazione territoriale soddisfa ampiamente le aspettative. Il passaggio dalle aree pianeggianti ai rilievi collinari è definito e ben leggibile. Dal confronto con le immagini satellitari e la cartografia, poi, emerge una piena corrispondenza con il modello elaborato e stampato. Questo ci conforta poiché, come già detto riguardo il precedente esercizio di modellazione urbana, i dati forniti da OpenStreetMap sono raccolti con serietà, ma su base volontaria e implementati costantemente da una comunità di utenti. Sono, quindi, certamente affidabili, ma non infallibili.
Un ringraziamento a Stefano che ha contribuito al nostro esperimento di modellazione territoriale semplificando ed estrudendo la mesh.