Qui a Plastico utilizziamo la stampa 3D principalmente per la creazione di modelli architettonici o urbanistici o per la realizzazione di oggetti in piccole serie. Più raramente ci siamo occupati della replica di oggetti. Ci si presenta ora la possibilità di replicare degli oggetti in un ambito che ci affascina, ma che non abbiamo mai frequentato professionalmente: il restauro di veicoli d’epoca…proviamoci!
La stampa 3D per il restauro di veicoli d’epoca
In passato ci è già capitato di leggere di esperienze di stampa tridimensionale legati al recupero di veicoli d’epoca laddove fosse necessario reperire parti non più in produzione o difficilmente rintracciabili anche presso i migliori fornitori. In questi casi si tratta sempre di restauri impegnativi su mezzi di elevato valore storico ed economico, in cui il ricorso alle nuove tecnologie è l’ultima spiaggia per portare a termine il progetto.
Nel nostro caso niente di tutto questo. Il mezzo è d’epoca, ma economicamente accessibile a tutti: una Vespa P200E del 1982. L’intervento è più un pretesto per esplorare in un nuovo settore che una reale necessità: modificare l’aspetto dell’ammortizzatore anteriore e ricostruire il piatto di fissaggio del filtro dell’aria.
Modifica dell’ammortizzatore anteriore della Vespa
La Vespa ha avuto un’esistenza travagliata. Anno dopo anno e proprietario dopo proprietario, è stata sottoposta a svariati interventi, alcuni ben fatti, altri meno. Ora, dopo l’ennesimo cambio di proprietà, necessita di nuove attenzioni: una bella revisione a tutti gli organi meccanici e la rimozione di tutto quanto non sia originale del modello.
Tra le parti non originali da rimuovere l’ammortizzatore anteriore. Si tratta di un modello sportivo bicolore nero e rosso con la molla a vista. Niente di particolarmente eccentrico, se ne vedono molti in giro, soprattutto sui modelli più recenti. Il pezzo è praticamente nuovo e funzionante, ma cozza con l’idea di riportare il mezzo alle condizioni originali. Si potrebbe sostituire con un ricambio in linea con il modello, facile da trovare e con una spesa contenuta, ma perché alienare un pezzo funzionante? Proviamo, invece, a modificarne l’estetica.
L’operazione sembra abbastanza facile. In fondo basta coprire la molla, come accade anche nel modello originale, e cambiare colore a tutto il resto. Calibro alla mano, vediamo che possiamo cavarcela modellando un cilindro di 59 mm di diametro per 105 mm di altezza. Alla sua base abbiamo bisogno di un piatto di 2 mm di spessore con un foro da 35 mm. La base di questo cilindro va inserita sul fusto dell’ammortizzatore e fatta appoggiare sul supporto di fissaggio alla forcella. Il cilindro di copertura viene poi fermato direttamente dalla molla, che lo comprime tenendolo al suo posto. Per questo motivo pensiamo di stamparlo con riempimento al 100%.
Dobbiamo, però, essere precisi perché non abbiamo molto spazio a disposizione. Il cilindro che andiamo a realizzare deve lasciare spazio all’espansione della molla, quando questa viene compressa, ma deve anche potersi inserire all’interno del tronco conico di rivestimento superiore.
Creato il modello, realizziamo la stampa con una risoluzione di 100 micron. Desideriamo una superficie liscia ma non troppo, in modo che la vernice di finitura aggrappi meglio.
A questo punto non rimane che smontare l’ammortizzatore, coprire tutte le parti nere e il nostro cilindro con il classico grigio metallizzato e poi riassemblare tutto.
Realizzazione del piatto di fissaggio del filtro dell’aria
Il piatto di fissaggio del filtro dell’aria della Vespa, invece, è proprio rotto. Si tratta di un elemento di 2,6 mm di spessore che, infilato sotto l’attacco della sella al telaio, sostiene il filtro dell’aria in modo che questo non cada dentro il telaio stesso. Serrando troppo energicamente il bullone di fissaggio della sella, però, si finisce, come in questo caso, per rompere il piatto di fissaggio del filtro che, non fissando più niente, diventa inservibile.
Il pezzo è facilmente reperibile al costo di pochi Euro, ma, avendone la possibilità, perché non ricrearlo?
Anche in questo caso la geometria da realizzare è semplice: due parti circolari con le loro tangenti di connessione e il foro per la sede del bullone di fissaggio e per l’innesto del filtro. Prese le misure, la modellazione impiega poco tempo. La stampa di un pezzo del genere è piuttosto rapida e in poco tempo il filtro torna al suo posto.
Considerazioni finali
Modellare e stampare un oggetto ci piace, vederlo funzionare ancora di più! In questo caso, poi, vista la finalità del lavoro, siamo ancora più soddisfatti dell’esperienza fatta. Certo, come detto in precedenza, la Vespa sarebbe stata sistemata anche senza il nostro intervento. Tuttavia condividiamo l’approccio conservativo rispetto al riutilizzo delle parti funzionanti del veicolo e, conti alla mano, possiamo dire di aver contribuito a ridurre le spese di restauro della Vespa che, con l’acquisto dei due pezzi nuovi, sarebbero state maggiori.