Era il marzo del 2018 quando, per la prima volta, abbiamo sentito parlare della collaborazione tra New Story e Icon.
La convinzione di poter ottenere dalla stampa 3D una soluzione economica e veloce a necessità abitative di emergenza aveva portato le due realtà nordamericane alla realizzazione di un’abitazione molto interessante. Bassissimi costi di costruzione, estrema velocità di realizzazione e produzione completamente realizzata in loco erano i punti di forza di quel progetto. I fattori economici e temporali non erano, tuttavia, gli unici degni di primato. Quest’abitazione, infatti è stata la prima ad ottenere una regolare dichiarazione di abitabilità da parte di un governo locale.
Una nuova sfida: il villaggio stampato in 3D
A distanza di poco più di un anno New Story e Icon rilanciano. Non più e non solo un singolo edificio, ma un’intero villaggio stampato in 3D destinato alle comunità economicamente più deboli.
“Per le famiglie che vivono con meno di $ 200 al mese, l’accesso ad alloggi sicuri che offrono riparo dal pericolo sia ambientale che fisico è fondamentale. Le popolazioni vulnerabili sono in genere le ultime a beneficiare dell’innovazione. Crediamo che progettisti, costruttori e innovatori tecnologici abbiano il potenziale per portare velocità e dimensioni senza precedenti alla progettazione di alloggi in grado di elevare la vita di alcune delle popolazioni più povere in tutto il mondo. La stampa 3D, in particolare, offre uno strumento nuovo e potente per realizzare questo potenziale e portare avanti questa missione.”
Con questo spirito New Story e Icon hanno coinvolto Fuseproject per progettare, pianificare e costruire il primo villaggio stampato in 3D al mondo.
Approccio e metodo
Delle modalità di realizzazione dei singoli edifici per mezzo della stampante Vulcan abbiamo già parlato. Ci soffermiamo, quindi, sulla filosofia generale del progetto.
Consapevole delle potenzialità della stampa 3D in questo settore e forte della precedente esperienza dei suoi partner, Fuseproject ha scelto di non calare dall’alto una serie di casette tipo a formare un agglomerato senza identità. Al contrario, individuato un ambito rurale nell’America Latina, ne ha coinvolto la comunità locale. Attraverso una serie di workshop sul terreno sono state raccolte informazioni utili ad adattare il progetto ai motivi, alle abitudini ed alle esigenze specifiche di una comunità composta da una popolazione di agricoltori e artigiani che comprende tutte le fasce di età e vive nelle stesse case da più generazioni.
Progettazione collaborativa
Dall’ascolto dei diretti interessati è emersa la necessità di progettare degli ambienti flessibili, in grado di adattarsi ai fattori climatici e ampliabili assecondando la crescita delle famiglie. Ogni lotto ha una superficie di 120 metri quadrati, mentre lo spazio interno di ogni casa è di circa 55 metri quadrati.
Disporre di maggiori informazioni sulla cultura e sulle abitudini dei destinatari dell’intervento significa, senza dubbio, garantire opzioni rispondenti alle loro esigenze abitative. Di conseguenza la proposta progettuale per il villaggio stampato in 3D riflette la cultura dell’uso di spazi esterni per cucinare, preparare il cibo e mangiare. La sporgenza del tetto sopra il patio anteriore e posteriore delle singole abitazioni fornisce ombra, protezione dalle piogge e uno spazio per socializzare. La semplice aggiunta dell’illuminazione esterna anteriore e posteriore offre un senso di sicurezza e protezione per le famiglie.
Infine la personalizzazione. Per far sentire più a loro agio i futuri fruitori dell’intervento è stata lasciata una certa flessibilità nella scelta delle opzioni distributive e cromatiche. Creare opzioni e aree di personalizzazione che le famiglie possono scegliere permette loro di sentire un senso di proprietà, comunità e sicurezza.
Caratteristiche edilizie
Forma e tecnologia consentono all’abitazione di adattarsi alle condizioni ambientali locali come il clima e l’attività sismica con semplici miglioramenti alla struttura di base: ulteriori rinforzi nelle cavità delle pareti e l’utilizzo delle pareti stesse per resistere ai movimenti laterali.
All’interno delle case, la stampa 3D fornisce elementi incorporati come nicchie contatori, posti a sedere, mensole e ganci strutturali per il fissaggio di armadi e stendibiancheria. L’intero progetto è studiato per un ambiente tropicale con forti piogge. Di qui il posizionamento strategico delle finestre, delle aperture delle porte e lo studio della ventilazione naturale trasversale.
Tutto molto bello, ma…
A detta di Fuseproject il processo è stato magnificamente collaborativo e ha portato a soluzioni creative per un design adattivo nato in collaborazione con la comunità locale. Unico neo negativo, se permesso, in nessuna cartella stampa è stato possibile rintracciare informazioni riguardo alla comunità latinoamericana coinvolta nel progetto…attendiamo info.