Noi piccoli utenti della stampa 3D siamo abituati a vederne i risvolti più quotidiani e a seguirne gli sviluppi che ci sono più prossimi. Questo ci permette, nonostante una certa acquisita familiarità con l’argomento, di stupirci ancora di fronte alle notizie che riguardano gli usi più sperimentali di questo sistema produttivo. Notizie che sono, in verità, piuttosto frequenti. Infatti i campi di applicazione, le tecnologie e i materiali sono in costante aumento, così come le loro ricadute commerciali. In conseguenza di ciò l’ampliamento del mercato sembra, almeno per il momento, inarrestabile.

In uno scenario di sviluppo che per questo settore definire roseo è forse persino riduttivo, c’è chi, per esempio, spinge su un’applicazione della stampa 3D che è già allo studio da qualche hanno, ma che forse solo ora, visto anche il moltiplicarsi di notizie sulla stampa più o meno specializzata, inizia a portare soluzioni convincenti: la realizzazione di soluzioni abitative. Non si deve pensare alla stampa di enormi caseggiati. Si tratta sempre di edifici di dimensioni modeste, destinati ad un’utenza monofamigliare. La loro realizzazione avviene attraverso la deposizione, strato su strato, di un impasto cementizio che va a formare tutti gli elementi strutturali verticali. Realizzata la struttura, è possibile posare la copertura e tutti gli elementi impiantistici e di finitura.

La cosa che ci sembra più interessante e che ci fa pensare che un simile utilizzo della stampa 3D su ampia scala sia sempre più vicino, è il fatto che si stia iniziando a guardare a questo processo da più parti e che il coinvolgimento sinergico di aziende, progettisti e talvolta persino istituzioni sia in continuo crescendo.

Proponiamo due esempi su tutti che hanno avuto un certo risalto sulla rete negli ultimi dieci giorni. Il primo è realizzato e presentato, il secondo è ancora, seppur per poco, sulla carta.

New Story + Icon

Ad Austin l’organizzazione benefica New Story con la collaborazione tecnica della società di costruzioni robotica Icon ha realizzato con un processo di stampa 3D una casa di circa 75 mq, impianti e finiture comprese, in meno di 24 ore per dimostrare la realizzabilità di soluzioni abitative a basso costo e breve tempo di realizzazione da destinare a zone disagiate.

La stampante Vulcan, massiccia, ma trasportabile dalla sede di Icon al luogo di costruzione, deposita una malta cementizia che mantiene la forma mentre indurisce. Le pareti divengono staticamente più solide qualche giorno dopo la loro realizzazione, ma fin da subito sono in grado di reggersi senza opere provvisionali. Le squadre di operai possono, quindi, posare la copertura, gli impianti e le finiture per ottenere l’edificio pronto e subito utilizzabile a tempo di record.

Il costo di realizzazione è, al momento, di circa 8mila Euro. Una somma risibile rispetto alla superficie dell’unità immobiliare e che le società coinvolte pensano di poter abbassare di un buon 60%.

I fattori economici e temporali non sono, tuttavia, gli unici degni di primato. Quest’abitazione, infatti è stata la prima ad ottenere una regolare dichiarazione di abitabilità da parte di un governo locale.

3D Housing 05

A Milano, invece, si è tenuta la presentazione di 3D Housing 05 un progetto che vede coinvolti Italcementi, attraverso l’attività del suo centro di ricerca i.lab, lo studio di architettura CLS, gli strutturisti di Arup e il costruttore CyBe.

I cinque punti chiave del progetto sono la creatività, la sostenibilità ambientale, la flessibilità, la rapidità di costruzione e l’accessibilità economica.

Riguardo agli ultimi due punti i responsabili del progetto specificano che l’edificio, che ha una consistenza di 100 mq, viene realizzato con la stampa 3D in una settimana. Sui costi, invece, non vengono fornite cifre, ma, considerati i brevi tempi di costruzione, affermano che costerà meno di un edificio tradizionale.

La riduzione dei costi consentirà l’apertura a molte possibilità di utilizzo: dalla già citata edificazione in zone disagiate, alla realizzazione di fabbricati concepiti per richieste particolari, passando per l’accesso alla prima casa da parte delle famiglie meno abbienti.

Costruire una casa con la stampa 3D
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